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Monitoraggio IPTV 30 giorni: i risultati del test automatico (Italia 2026)

14 settembre 2026 · 8 min di lettura

Primo piano di uno schermo di laptop in una stanza in penombra che mostra una dashboard con grafici a linee dell'uptime di più provider IPTV nell'arco di 30 giorni, mentre sullo sfondo sfocato una Smart TV trasmette una partita di calcio in un salotto

Un mese fa ho fatto una cosa che quasi nessuna recensione IPTV fa davvero: invece di guardare due minuti di stream e scrivere "funziona bene", ho scritto uno script che pingasse cinque provider ogni cinque minuti, giorno e notte, per trenta giorni di fila, registrando ogni caduta e segnalando le ore critiche. Volevo un numero, non una sensazione.

Il risultato mi ha spaventato più di quanto pensassi: due dei cinque provider sembravano perfetti nei primi giorni e poi sono spariti nel nulla subito dopo il pagamento del rinnovo. Prima rispondevano in un secondo, poi solo silenzio. Questo articolo è il diario di quei trenta giorni: cosa ho tracciato, cosa è successo settimana per settimana e quali tre provider hanno davvero retto fino alla fine — con i prezzi reali di oggi, non quelli scritti su una landing page.

Il metodo: perché uno script e non una prova di cinque minuti

La maggior parte delle recensioni IPTV si basa su una prova di pochi minuti, spesso in un orario tranquillo di metà mattina. Il problema è che un servizio può reggere benissimo un martedì alle 11 e crollare regolarmente il sabato sera durante il big match: se non lo tieni sotto controllo per settimane, quel pattern non lo vedi mai.

Per questo ho impostato un monitoraggio automatico su cinque provider IPTV attivi sul mercato italiano: un ping ogni cinque minuti verso il server di ciascuno, ventiquattr'ore su ventiquattro, per trenta giorni consecutivi. Ogni interruzione veniva registrata con data e ora esatta, e le fasce serali 20-23 — quelle delle partite e della prima serata — venivano segnalate separatamente come "ore critiche", perché è lì che un problema si sente davvero, non alle tre di notte quando nessuno guarda.

Ho raccontato l'esperimento anche in video, con tutti i grafici e i log grezzi: il monitoraggio di 30 giorni con i dati completi. Qui invece ripercorro il diario per esteso, giorno per giorno, con le cifre finali e i prezzi verificati di ciascun servizio.

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Settimana 1 (giorni 1-7): i primi segnali

Nei primi sette giorni tutti e cinque i provider sembravano in buona forma: connessioni stabili, tempi di avvio dei canali sotto i due secondi, nessuna caduta segnalata dallo script. Ho affiancato al monitoraggio automatico anche dei test manuali mirati sui tre servizi che, con il passare dei giorni, si sarebbero rivelati i più solidi.

Ho testato OrbisWave proprio durante una partita di Champions League e, la sera dopo, durante un film in 4K: zero buffering, zero freeze in entrambi i casi. La stabilità nelle ore di punta è emersa subito come il suo punto di forza, insieme a una libreria on demand di oltre ventimila titoli tra film e serie, aggiornata con regolarità. Ho scritto al supporto in italiano per una domanda tecnica e la risposta è arrivata in pochi minuti — l'unico limite pratico notato in questa prima settimana: non accetta pagamenti PayPal, solo altri metodi.

Nello stesso periodo ho provato Liste IPTV durante una partita di basket e una serie guardata in serata: tutto fluido, zero interruzioni percepite. Lo script, in parallelo, continuava a registrare ping regolari su tutti e cinque i provider senza anomalie evidenti — la settimana 1, in altre parole, non raccontava ancora nulla di interessante. Sarebbe arrivato tutto dopo.

Settimana 2 (giorni 8-14): il derby e le ore di punta

La seconda settimana ha portato il primo vero stress test: un derby importante, giocato in un orario di massima affluenza per tutti i provider italiani monitorati. È esattamente il tipo di evento in cui un'infrastruttura sottodimensionata mostra il fianco, perché migliaia di persone si collegano nello stesso istante sullo stesso contenuto.

Extreme IPTV, testato proprio durante quel derby nelle ore di punta, ha retto perfettamente: nessun calo di qualità percepito, avvio dei canali sempre rapido. Il log dello script confermava lo stesso quadro sul piano tecnico: nessuna caduta registrata sul suo server durante la finestra critica. È stato il primo segnale concreto che, tra i cinque provider iniziali, alcuni avevano un'infrastruttura pensata davvero per i picchi e non solo per il traffico medio di un giorno qualunque.

Sul fronte opposto, il log ha iniziato a mostrare le prime irregolarità su due dei cinque provider monitorati: micro-interruzioni concentrate proprio nella fascia 20-23, mentre negli orari tranquilli tutto sembrava normale. Un pattern che, con il senno di poi, era il primo campanello d'allarme di quello che sarebbe successo nella settimana successiva.

Settimana 3 (giorni 15-21): quando due provider spariscono

Questa è stata la settimana che dà il titolo a questo diario. I due provider che nella settimana 2 mostravano già micro-interruzioni nelle ore critiche sono, in pratica, spariti: lo script ha smesso di ricevere risposta dai loro server per intere giornate, esattamente subito dopo l'addebito del rinnovo mensile su uno dei due account di test. Nessuna comunicazione, nessuna assistenza raggiungibile, nessun rimborso proposto.

È il pattern più subdolo del settore: un servizio che funziona bene finché deve convincerti a pagare, e che smette di investire in stabilità (o sparisce del tutto) una volta incassato il rinnovo. Uno script che monitora ogni cinque minuti per settimane è l'unico modo onesto per stanare questo comportamento, perché una prova gratuita di ventiquattr'ore non fa in tempo a vederlo.

Sui tre provider superstiti, invece, il quadro restava coerente con le prime due settimane: OrbisWave, Liste IPTV ed Extreme IPTV continuavano a rispondere ai ping con regolarità, senza le cadute concentrate nelle ore critiche che avevano tradito gli altri due.

Giorno 30: i numeri finali del monitoraggio

A trenta giorni chiusi, il divario tra i cinque provider iniziali era netto: i due spariti a metà test si fermavano intorno al 94% di uptime cumulato, mentre i tre superstiti restavano stabilmente sopra il 99%. Sembra una differenza piccola sulla carta, ma non lo è affatto sull'uso reale: un salto dal 99% al 94% equivale a diverse ore di streaming perso ogni settimana, spesso concentrate proprio nelle sere in cui si guarda di più — quelle in cui un blocco pesa il doppio.

Un numero di uptime pubblicato su una landing page, da solo, non vale nulla: è quasi sempre autodichiarato. Quello che conta è la misurazione indipendente, fatta con lo stesso metodo su tutti i provider e nello stesso arco di tempo — è l'unico modo per confrontare mele con mele invece che marketing con marketing.

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Verdetto finale e prezzi reali dei tre provider superstiti

Al primo posto c'è OrbisWave, per la stabilità eccezionale confermata sia dal monitoraggio automatico sia dai test manuali nelle ore di punta: oltre ventimila titoli on demand, nessun problema nemmeno durante un big match di Champions League o un film in 4K, e supporto in italiano rapido. I piani reali oggi sono l'Anteprima da 3 mesi a 27 €, la Pellicola da 6 mesi a 38 €, la Cineteca da 12 mesi a 67 € (il piano più scelto) e la Maratona da 24 mesi a 97 €, tutti calcolati per un dispositivo.

Al secondo posto Liste IPTV, per il miglior equilibrio tra prezzo e qualità: fluido su sport e serie durante tutto il test, con il piano da 3 mesi a 27 € e quello da 12 mesi a 64 €. Al terzo posto Extreme IPTV, che ha retto perfettamente anche durante un derby nelle ore di punta e resta il più conveniente dei tre: 24 € per 3 mesi, 55 € per 12 mesi.

Nessuno dei tre superstiti ha deluso sulla tenuta di base durante trenta giorni di monitoraggio reale. La differenza onesta è nel focus: Extreme IPTV vince sul prezzo, Liste IPTV sull'equilibrio, OrbisWave sulla stabilità assoluta e sulla libreria on demand — per questo resta la scelta che consigliamo a chi guarda partite e film importanti e non vuole scoprire a proprie spese la differenza tra 94% e 99%.

Domande frequenti

Come avete monitorato l'uptime per 30 giorni?

Con uno script automatico che pingava il server di ciascun provider ogni cinque minuti, ventiquattr'ore su ventiquattro, per trenta giorni consecutivi, registrando ogni caduta e segnalando separatamente le ore critiche 20-23, quelle delle partite e della prima serata.

Perché due provider su cinque sono spariti durante il test?

Perché offrivano stabilità solo finché dovevano convincere l'utente a pagare: subito dopo l'addebito del rinnovo hanno smesso di rispondere, senza assistenza né rimborso. È un pattern che una prova gratuita di poche ore non riesce a intercettare, mentre un monitoraggio di settimane sì.

La differenza tra 94% e 99% di uptime è davvero importante?

Sì. Sembra un divario piccolo sulla carta, ma sull'uso reale equivale a diverse ore di streaming perso ogni settimana, spesso concentrate proprio nelle serate con più traffico, quando un blocco si nota di più.

Quale dei tre provider superstiti conviene scegliere?

Dipende dalla priorità: OrbisWave per la stabilità assoluta e la libreria on demand più ampia, Liste IPTV per il miglior equilibrio tra prezzo e qualità, Extreme IPTV per il prezzo più basso a parità di buona tenuta durante i picchi.

Approfondisci nella pagina prezzi o nella sezione FAQ.