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Serie A 2026/27: quanto costa vederla dopo l'aumento DAZN

17 luglio 2026 · 9 min di lettura

Un tifoso seduto sul divano in un salotto luminoso guarda il televisore con la partita in attesa del fischio d'inizio, mentre tiene in mano lo smartphone con una schermata di abbonamento e accanto ha un blocco con dei calcoli di spesa.

Il 16 luglio 2026, cioè ieri, DAZN ha pubblicato il listino per la stagione 2026/27. Il MyClub Pass resta a 29,99€ al mese, come dal 2021, ma il piano Full arriva a 46,99€ mensili e il Family a 71,99€. L'adeguamento parte da metà agosto e si applica progressivamente, alla scadenza del singolo abbonamento: a un mese esatto dal calcio d'inizio della Serie A, fissato per il weekend del 22-23 agosto.

Nello stesso periodo si è mossa l'altra metà della storia. Nel 2026 l'AGCOM ha confermato l'impianto delle sanzioni verso gli utenti finali tramite i dati raccolti da Piracy Shield, e tra il 2025 e l'inizio del 2026 sono state notificate oltre 2.000 richieste di pagamento da 1.000 euro a persone che usavano il pezzotto, identificate in circa 80 province italiane. Due notizie separate che arrivano nella stessa finestra, e che il tifoso italiano vive come un'unica domanda.

Quella domanda è: quanto costa davvero vedere la Serie A quest'anno, e quanto costa non pagarla. Questa guida mette le due cose sullo stesso tavolo — cifre ufficiali da una parte, rischio concreto dall'altra — e chiarisce la distinzione che quasi nessuno spiega bene: cosa separa un'IPTV legale da una pirata.

Cosa cambia da agosto 2026: il nuovo listino DAZN per la Serie A

Il listino comunicato il 16 luglio tiene fermi tre piani e ne ritocca due. MyClub Pass resta a 29,99€ al mese e dà accesso alle partite di una singola squadra. Goal è a 19,99€ mensili, con formula annuale anticipata da 129€. Sport resta a 14,99€ al mese, 99€ se pagato in un'unica soluzione annuale. Questi tre non si muovono.

Il cambiamento riguarda Full e Family, che si allineano alle tariffe già in vigore da marzo 2026. Full passa a 46,99€ al mese se paghi mese per mese, 36,99€ al mese con vincolo annuale rateizzato, oppure 379€ pagati subito per l'anno intero — che equivalgono a circa 31,60€ al mese. Family, che aggiunge la visione in contemporanea su due reti diverse e i canali Eurosport, arriva a 71,99€ mensili, 61,99€ nella versione annuale rateizzata, 619€ anticipati.

La distanza tra la formula più cara e quella più conveniente dello stesso piano è la cosa più interessante del listino. Tra Full mensile e Full annuale anticipato ballano oltre 15€ al mese, per lo stesso identico contenuto. È il primo posto dove guardare prima di concludere che la Serie A è diventata inaccessibile: spesso non è il prezzo ad essere aumentato per te, è la formula che hai scelto ad essere la più costosa disponibile.

Non sai quale formula copre davvero le partite che guardi? Chiedilo e basta, senza impegno.

Quanto costa davvero seguire tutto il campionato

Qui arriva la parte che i listini non dicono. DAZN da solo non ti dà tutta la stagione italiana come la intende un tifoso medio: la Serie A è divisa tra piattaforme, e la Champions, l'Europa League e la Coppa Italia seguono contratti loro, con altri operatori. Se il tuo obiettivo è "vedere tutto", nessun singolo abbonamento lo copre.

Il conto realistico si fa così, e vale la pena farlo con carta e penna prima di sottoscrivere qualsiasi cosa. Somma i mesi effettivi: la Serie A va da fine agosto a fine maggio, sono circa dieci mesi, non dodici. Poi verifica se paghi per contenuti che non guardi mai — è il motivo per cui il MyClub Pass esiste, e per il tifoso monosquadra resta spesso la scelta più razionale del listino. Infine considera che i pacchetti combinati tra operatori, tipo le offerte che uniscono DAZN a un'offerta telefonica o a Sky, esistono proprio perché il mercato sa che il costo pieno sommato spaventa.

Il risultato onesto è che seguire integralmente il calcio italiano nel 2026/27 costa, su base annua, quanto un elettrodomestico importante. Non è una cifra assurda per una passione che dura dieci mesi. Ma è una cifra che va vista intera, prima di agosto, non scoperta a rate sull'estratto conto a novembre.

Perché il pezzotto sembra conveniente (e perché non lo è più)

Il ragionamento di chi passa al pezzotto è aritmetico e, in apparenza, impeccabile: un decimo del costo, tutto incluso, nessun vincolo. Su un foglio Excel vince sempre. Il problema è che quel foglio Excel è incompleto, perché conta solo la voce di spesa e nessuna delle voci di rischio.

Le voci mancanti sono tre, e nel 2026 pesano più che nel 2023. La prima è la continuità: Piracy Shield blocca i flussi illegali in tempi dichiarati inferiori alla mezz'ora, e il blocco arriva quasi sempre durante la partita, non prima. Paghi per un servizio che statisticamente ti abbandona nel momento esatto in cui ti serve. La seconda è che non c'è nessuno a cui reclamare: non esiste un contratto, un'assistenza, un rimborso. La terza è quella di cui parliamo nella prossima sezione, ed è quella che è cambiata davvero.

C'è poi un dettaglio che il tifoso scopre tardi. Il pezzotto non è più solo un problema calcistico: le difese anti-pirateria sono state estese anche a film, musica e serie TV. L'ecosistema attorno a quei servizi è lo stesso, e la sua superficie di esposizione si è allargata.

AGCOM, Piracy Shield e multe: cosa rischia l'utente finale nel 2026

Facciamo chiarezza su un punto che quasi tutte le pagine sull'argomento sbagliano, o semplificano fino a renderlo falso. Si parla ovunque di "multe automatiche". Non lo sono, e a dirlo è l'AGCOM stessa: una sanzione richiede la violazione di una norma, l'accertamento della responsabilità e solo dopo l'irrogazione. "Automatico" descrive il flusso di dati tra Piracy Shield, Guardia di Finanza e procura, non un verbale che parte da solo.

Detto questo, la sostanza per l'utente non migliora, peggiora. Il meccanismo funziona: dal protocollo tra AGCOM, Guardia di Finanza e Procura di Roma sono stati identificati utenti in circa 80 province, con oltre 2.280 verbali notificati. È la prima volta che l'azione si sposta in modo sistematico dai fornitori agli abbonati.

Va distinta anche la natura delle cifre, perché circolano confuse. Le sanzioni amministrative previste dalla legge 93/2023 vanno da 150 a 5.000 euro, con importi maggiorati in caso di recidiva. Le richieste da 1.000 euro di cui si è molto parlato sono invece richieste di risarcimento danni avanzate direttamente dalla Lega Serie A: un binario diverso, che può sommarsi al primo. Chi legge "1.000 euro" e pensa a un tetto massimo sta leggendo male il proprio rischio.

La riflessione utile, a questo punto, non è morale ma di calcolo. Il risparmio annuo del pezzotto rispetto a un abbonamento è nell'ordine di qualche centinaio di euro. Una singola notifica lo azzera e va in negativo, e nel frattempo hai comunque perso pezzi di partite. L'affare regge solo finché la probabilità di essere identificati resta prossima allo zero — ed è esattamente quella probabilità che è cambiata tra il 2025 e oggi.

IPTV legale vs IPTV pirata: la differenza che conta davvero

Qui va sciolto un equivoco che danneggia le persone. "IPTV" non significa "illegale". IPTV è solo una tecnologia: la trasmissione di contenuti televisivi tramite protocollo internet invece che via satellite o digitale terrestre. DAZN è IPTV. Netflix è IPTV. La tecnologia è neutra; a non esserlo sono i diritti sui contenuti che ci passano dentro.

La linea di demarcazione è una sola, e non è tecnica: chi trasmette ha acquistato il diritto di trasmettere quel contenuto? Se sì, il servizio è legale, qualunque sia il dispositivo. Se no, è pirata, per quanto l'interfaccia sia curata e il pagamento avvenga con carta di credito. Non conta la qualità del video, non conta l'app, non conta che ci sia una fattura. Conta solo la catena dei diritti. Su cosa significhi davvero questa distinzione abbiamo approfondito nella guida a cosa significa premium IPTV in Italia.

Da questo derivano i segnali pratici che chiunque può leggere in trenta secondi. Un servizio che offre "tutti i canali del mondo, tutte le pay TV, tutto lo sport" per una cifra simbolica non ha comprato niente: nessuna combinazione di diritti sportivi, cinematografici e internazionali costa così poco, e il conto non torna a nessuno che sappia fare una moltiplicazione. Un servizio legale, al contrario, ha un catalogo circoscritto e sa dirti esattamente da dove viene ogni cosa che trasmette. Se ti stai orientando tra le opzioni tecniche, può aiutarti anche capire come funziona una lista IPTV Italia aggiornata e in cosa consiste una playlist IPTV autoaggiornante.

Come valutare un abbonamento IPTV prima del calcio d'inizio

Hai poco più di un mese prima del 23 agosto, e la fretta è cattiva consigliera in questo mercato. Questi sono i controlli che vale la pena fare, in ordine, su qualsiasi servizio tu stia considerando.

Primo: chiediti se il prezzo è compatibile con i diritti che il servizio dichiara di avere. È la domanda che smonta da sola la maggior parte delle offerte sospette, senza bisogno di competenze tecniche. Secondo: verifica che esista un soggetto identificabile dietro il servizio — un'entità con cui hai un rapporto contrattuale, non un contatto che sparisce. Terzo: verifica che esista un'assistenza reale a cui puoi porre domande prima di pagare, non solo dopo. Un servizio che non risponde prima non risponderà dopo.

Quarto, e sottovalutato: diffida di chi ti chiede pagamenti anticipati lunghi con metodi non tracciabili o non rimborsabili. Un fornitore che sta in piedi non ha bisogno di legarti per dodici mesi il primo giorno. Quinto: prova prima di impegnarti. Se non puoi vedere il servizio funzionare prima di pagare l'intera stagione, stai comprando una promessa, non un prodotto — e ad agosto, con il campionato alle porte, è il momento peggiore dell'anno per scoprire che la promessa non regge.

Il campionato riparte il 23 agosto: guarda i piani con calma adesso, non a partita iniziata.

La decisione, in concreto

Se sei arrivato fin qui, la scelta si è probabilmente già semplificata. Il quadro reale è questo: il calcio ufficiale costa di più di ieri, e in alcune formule costa parecchio; il pezzotto costa meno ma il suo rischio è passato da teorico a documentato, con migliaia di verbali già recapitati e due binari sanzionatori che possono sommarsi.

In mezzo c'è lo spazio che quasi nessuno racconta, ed è dove sta la maggior parte delle persone ragionevoli: scegliere consapevolmente cosa guardare davvero, pagare la formula giusta invece di quella di default, e verificare la legittimità di qualsiasi servizio alternativo con le domande della sezione precedente invece che con il prezzo.

La cosa da non fare è arrivare al 23 agosto senza aver deciso. È in quella fretta — prima giornata, partita che inizia tra un'ora, link trovato al volo — che si prendono le decisioni che poi si pagano, in un senso o nell'altro.

Domande frequenti

Quanto costa vedere la Serie A 2026/27 su DAZN?

Secondo il listino pubblicato il 16 luglio 2026, MyClub Pass (una sola squadra) resta a 29,99€ al mese. Il piano Full costa 46,99€ al mese con pagamento mensile, 36,99€ al mese in formula annuale rateizzata, oppure 379€ pagando l'anno anticipato — circa 31,60€ al mese. Il Family arriva a 71,99€ mensili, 619€ se anticipato. La differenza tra la formula più cara e la più conveniente dello stesso piano supera i 15€ al mese.

Da quando scattano i nuovi prezzi DAZN?

L'adeguamento parte da metà agosto 2026, ma non arriva a tutti nello stesso giorno: si applica progressivamente, in base alla data di rinnovo del singolo abbonamento. DAZN comunica l'aggiornamento agli abbonati con abbonamento in scadenza. In pratica, il mese in cui vedrai il nuovo importo dipende da quando hai sottoscritto il tuo piano.

Le multe per il pezzotto sono davvero automatiche?

No, ed è una semplificazione giornalistica che l'AGCOM stessa ha corretto: ogni sanzione richiede la violazione di una norma, l'accertamento della responsabilità e solo poi l'irrogazione. Ciò che è stato automatizzato è il flusso di dati tra Piracy Shield, Guardia di Finanza e procure. Il risultato pratico, però, è che il meccanismo funziona: oltre 2.280 verbali notificati a utenti in circa 80 province tra il 2025 e l'inizio del 2026.

Quanto rischia chi usa il pezzotto nel 2026?

Ci sono due binari distinti che possono sommarsi. Le sanzioni amministrative previste dalla legge 93/2023 vanno da 150 a 5.000 euro, con importi maggiorati in caso di recidiva. Separatamente, le richieste da 1.000 euro di cui si è molto parlato sono richieste di risarcimento danni avanzate direttamente dalla Lega Serie A. Chi considera i 1.000 euro come il tetto massimo del proprio rischio sta leggendo male la situazione.

L'IPTV è illegale in Italia?

No. IPTV è solo una tecnologia di trasmissione via internet: DAZN, Netflix e molti servizi ufficiali sono tecnicamente IPTV. La legalità non dipende dalla tecnologia né dal dispositivo, ma da un'unica domanda: chi trasmette ha acquistato i diritti su quel contenuto? Se sì è legale, se no è pirata — indipendentemente da quanto sia curata l'app o dal fatto che ti venga chiesto un pagamento con carta.

Come riconosco un servizio IPTV non legale?

Il segnale più affidabile è il rapporto tra prezzo e catalogo dichiarato: nessuna combinazione di diritti sportivi, cinematografici e internazionali può costare una cifra simbolica, quindi chi promette "tutti i canali del mondo" per pochi euro non ha comprato quei diritti. Gli altri segnali: nessun soggetto identificabile dietro il servizio, nessuna assistenza raggiungibile prima del pagamento, pagamenti anticipati lunghi con metodi non tracciabili, e impossibilità di provare il servizio prima di impegnarsi per una stagione intera.

Approfondisci nella pagina prezzi o nella sezione FAQ.